
Guerrieri di Ferro
Armata del Caos di Fredi Marcarini

Ho iniziato a giocare nel 1987, anno in cui ho anche partecipato al mio primo torneo. Per festeggiare questi 20 anni di permanenza nel mondo di Warhammer e Warhammer 40,000, mi sono iscritto alla Heat di 40,000 a Torino.
In tempi recenti ho giocato spesso con l’armata dei Cacciatori di Streghe, ma dopo lunghe assenze dai campi di battaglia a causa dei miei molti viaggi di lavoro, ho preferito partecipare alla Heat con un’armata che “gioca da sola”, ossia con i Guerrieri di Ferro. Con questa armata avevo già vinto un torneo Rogue Trader a Torino; è un’armata le cui possibilità di scelte da Codex, come tutti sanno, sono molto favorevoli, con l’effetto di vederne diverse ad ogni torneo, anche se con le opzioni più svariate.
Un’armata semplice da gestire: “avanziamo e ammazziamoli tutti”, senza star troppo a rimuginare!
Dopo aver scritto la lista ell’esercito e aver fatto molte partite di prova, sono arrivato alla lista presente in questa pagina:
| Principe demone |
| Due squadre tattiche con fucile plasma e cannone laser |
| Due squadre di distruttori ognuna con 4 requiem pesanti |
| Un basilisk |
| Tre squadre da 3 di obliteratori |
Ho anche costruito, come varianti, altri carri e un eroe su moto, che non ho utilizzato a questo torneo.
I pezzi più importanti dal punto di vista modellistico erano senza dubbio il principe demone e gli obliteratori. Ma ho deciso comunque di convertire tutti i pezzi dell’armata: mi è semrpe piaciuto il lavoro di modellismo e poi è sempre un grande piacere avere un’armata costituita da pezzi che nessuno possiede uguali. Perché mentre non sempre ci si congratula con l’avversario per la partita (soprattutto dopo aver perso…) si è invece sempre felici di vedere dei pezzi unici sul tavolo, visto che la partita non è tutto in questo gioco, e da sempre la parte modellistica ha avuto il suo peso.

Sono partito da una storia che ho immaginato come background per la mia armata. Il mio generale doveva essere malvagio, ma lo volevo vecchio e malconcio, uno che agisce nell’ombra, un po’ vigliacco. Ho preso un modello di Fabius Bile, gli ho sostituito la testa con quella di un wyrd di necromunda e con la materia verde gli ho modelllato una barba più lunga e la pelliccia sui bordi del cappotto e gli ho aggiunto qualche braccio meccanico. Dopodichè ho stabilito che il bastone che il modello di Fabius Bile tiene con la mano destra, fosse in realtà un grosso joystick con cui il mio generale (il sinistro Dott. Mabuse) potesse manovrare un grosso mostro meccanico, quello che sul campo era il principe demone. Quindi questo modello in termini di background era il generale nascosto in mezzo alla truppa, mentre in termini di gioco era un semplice marine mescolato all’unità di distruttori con i cappucci.
A questo punto il principe demone doveva avere un aspetto il più meccanico possibile. Ho usato una miniatura del range di Inquisitor, ossia l’inquisitore Tyrus, per il corpo, visto che il modello aveva il dono statura demoniaca, e l’ho montato sulla basetta avendo cura che fosse in una posizione abbastanza dinamica. Per le braccia ho usato pezzi di lattine assassine e di Gazghull, degli Orki, la testa è quella di un Vampiro Strigoi dal range del gioco di fantasy. Per fare l’ascia del terrore ho preso l’ascia del Divoratore a cui ho aggiunto qualche tubo, rotella, etc. per dare all’arma un aspetto più tecnologico. Sulla testa ho messo un cappello a tuba di un nano del caos, sempre dal range fantasy, dentro al quale mi sono immaginato fossero contenuti il ricevitore radio e tutti i vari marchingegni per il comando a distanza.
Il mio principe demone ha anche il dono del volo demoniaco, ma mi sembrava poco appropriato mettere delle ali di drago ad un robot. Così ho tagliato in due un land speeder e ho attaccato sulla schiena del mostro la parte posteriore del veicolo a mo’ di reattori dorsali. In questo modo il modello era anche più piccolo, quindi più facile da nascondere dietro agli elementi scenici: lo so, è una barbinata, ma questo effetto collaterale è saltato fuori giocando e giuro che non ci avevo pensato! Ecco così che il malvago Dott. Mabuse poteva sfidare un generale nemico o varie altre creature mostruose aliene, senza rischiare la pellaccia!
A questo punto ho deciso di “cannibalizzare” la mia collezione di Inquisitor, per dare agli obliteratori un aspetto consono alla loro reputazione. Avendone schierati ben nove il rischio era che fossero tutti tragicamente uguali (orrore!). Ho usato teste e armi, esagerando senza scrupoli di sorta. Per tre di questi ho usato le teste dei vecchi bestioni, uno dei quali sembra avere bisogno urgente di un apparecchio ai denti… L’effetto complessivo mi ha soddisfatto e mi sono poi sbizzarrito a battezzare ognuno di questi mostri con un soprannome di battaglia, per creare “spessore” (“ti ricordi quella volta che SIEGFRIED ha preso a martellate in faccia il tuo Divoratore?”), personalmente considero questi dettagli il sale del gioco, ossia fare di ogni partita una storia da ricordare, come se fosse un film visto insieme all’avversario.

Passando alla truppa, sono andato a saccheggiare la collezione di Necromunda e Mordheim, per avere ogni singolo pezzo con il suo carattere e la sua storia. Per le squadre di distruttori, volevo che i pezzi sembrassero più inquadrati, e quindi le teste di tutti i modelli di ognuna delle due squadre fanno tutte parte di una singola gang di necromunda o di mordheim.
Per costruire il Basilisk, ho lasciato scoperti i cingoli per dargli un aspetto più “caotico”, aggiunto pezzi di plasticard, un braccio meccanico recuperato da un modellino di un mezzo da costruzione, e vari dettagli recuperati da ogni possibile sprue di plastica di ogni tipo dalla mia scatola (meglio sarebbe dire dal mio container…) degli avanzi.
Per la pittura ho usato uno schema molto semplice, vari colori metallici (mithril silver, chainmail, boltgun metal, tin bitz...), golden yellow, chaos black, bleached bone, e rotting flesh per la pelle. Dopo aver dato il colore di base, ho fatto diversi lavaggi successivi, con nero mescolato al mithril silver, flesh wash, brown wash, orange wash, per dare un effetto cupo, sporco e vissuto. Per i lavaggi, utilizzo spesso una tecnica inversa a quella solita, specialmente sulle parti metalliche: dopo aver steso il colore di base, bagno con l’inchiostro diluito in acqua la parte da dipingere, poi ci aggiungo sopra lo stesso colore di base del fondo a piccoli rapidi tocchi, mentre l’inchiostro sotto è ancora bagnato. In questo modo i colori si mescolano creando delle sfumature imprevedibili ma molto interessanti. E’ una tecnica rozza, se vogliamo, ma veloce e di effetto. Naturalmente questo va bene sul caos, non la proverei su altre armate.
Alla heat ho fatto una brutta figura, tanto per sfatare il mito che i Guerrieri di Ferro sono invincibili, e mi sono piazzato a metà classifica. Forse ho avuto un po’ di sfortuna ai dadi, ma la verità è che ho giocato come un somaro… La lunga assenza dal tavolo da gioco mi ha fatto perdere certe malizie tattiche senza le quali non si vince! Sono comunque tornato a casa con il carniere pieno: il premio Migliore Armata mi ha fatto molto piacere perché conteso da altre armate altrettanto belle, tra cui una di Eldar molto sofisticata che mi aveva appena fatto a brandelli!
Ringrazio gli organizzatori per un torneo dove tutto ha funzionato alla perfezione, e arrivederci al prossimo appuntamento!
Fredi Marcarini |