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Il supplemento La Battaglia dei Campi del Pelennor e` un'insostituibile guida per la collezione, la pittura, e le sessioni di gioco con le miniature Games Workshop dedicate al'ambientazione del Signore degli Anelli. All'interno di questo supplemento, completamente a colori, troverai tutte le regole e le informazioni necessarie per ispirarti a giocare una battaglia delle terre di mezzo sul tuo tavolo da gioco!

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"Dal dubbio e dalle tenebre verso il giorno galoppai, e cantando al sole la spada sguainai. Svanita ogni speme, lacero e` il cuore: ci attende la collera, la rovina e il notturno bagliore"

- Eomer
Il Ritorno del Re

Benvenuto a La Battaglia dei Campi del Pelennor o per usare le parole di Gandalf, "la piu` grande battaglia del nostro tempo". All'interno di questo libro troverai tutto quello che occorre in un supplemento di del gioco di battaglie strategiche de Il Signore degli Anelli ™.

La prima parte del libro descrive i progressi degli eserciti di Harad in marcia verso nord, diretti ai grandi e funerei Campi di Gondor, mentre la seconda e` dedicata alla rievocazione dei momenti piu` intensi dei film e dei libri, in cui compaiono gli uomini di Harad, che giocano un ruolo di fondamentale importanza. Si tratta delle regole per nuovi Guerrieri ed Eroi (ed anche per un minuscolo ed insignificante... Mumak!) da usare durante le partite. Il libro comprende inoltre undici nuovi scenari, che si svolgono lungo tutto l'arido territorio di Harad spingendosi verso nord, lungo i fiumi Poros e Harnen, fino a giungere ai Campi del Pelennor. Troverai anche utili suggerimenti per dipingere e creare nuovi elementi scenografici.

Cio` che rende questo libro differente da un qualsiasi altro supplemento che lo ha preceduto e` il massiccio lavoro di ricerca resosi necessario per la sua stesura. Per L'assedio di Gondor e per Ombra e Fiamma vi erano, nel vero senso della parola, interi capitoli di materiale di riferimento descritti da J.R.R. Tolkien in maniera estremamente paricolareggiata. Discorso a parte merita il libro dei Campi del Pelennor: mentre la battaglia in se` e` ben documentata, il Professor Tolkien non ha mai esplorato la terra di Harad tanto approfonditamente quanto gli altri regni della Terra di Mezzo e poiche` in tutte le sue opere vi sono indizi sparsi qua e la`, e` stato come rimettere insieme i pezzi di un enorme puzzle, avendo tuttavia a disposizione solo meta` dell'intera figura di riferimento e, come se non bastasse, molti dei tasselli aventi la medesima forma! Di conseguenza e` stato necessario colmare una grande quantita` di lacune riguardanti la storia e la cultura di Harad e mi auguro di tutto cuore che i risultati di questo lavoro possano essere apprezzati.

Facciamo un esempio calzante: laddove J.R.R. Tolkien, nei suoi scritti, dedica ampio spazio al fatto che gli Orchetti e i Troll fossero totalmente devoti a Sauron, condividendone gli scopi, le scarse testimonianze delle terre meridionali spingono a dedurre una storia sostanzialmente diversa. A partire dalla Seconda Era del mondo, gli abitanti di Harad sono stati oppressi dagli stranieri; inizialmente, dai Numenoreani, poi da Gondor e infine da Sauron. Persino il nome della loro gente (Haradrim) passato nell'uso comune, altro non e` che una denominazione Sindarin che significa "popolo del Sud". Gli abitanti dell'Ovest, apparentemente, hanno sempre mostrato scarso interesse o rispetto per la gente di Harad e risulta semplice comprendere il motivo per cui non l'abbiano mai consderata alleata e per estensione, reputata servitrice del male.

Ogniqualvolta vengano tracciate linee di fedelta`, i reciproci schieramenti reputano sbagliate la moralita`e i principi dei ripettivi avversari, in sostanza cio` che esprime il concetto dell'essere nemici. Gli Haradrim sono stati chiamati in guerra dai loro signori, spinti in marcia contro coloro i quali essi reputano nemici con la stessa fredda determinazione che anima gli Uomini di Gondor o i Rohirrim. E se mai la gente comune di Harad avesse trattenuto l'entusiasmo nei confronti della guerra contro Gondor, sarebbe bastato il solo ricordo dei secoli di occupazione ancora vivido nelle loro menti. Sia nei film che nel libro, il lettore e lo spettatore osservano l'intera questione dal puinto di vista delle forze del bene: gli Haradrim rappresentano il nemico, e quindi il male, Sta al singolo giudicare il loro operato in maniera positiva o negativa.