
Benvenuto a La Battaglia dei Campi del
Pelennor o per usare le parole di Gandalf, "la
piu` grande battaglia del nostro tempo". All'interno
di questo libro troverai tutto quello che occorre in un
supplemento di del gioco di battaglie strategiche de Il Signore degli Anelli ™.
La
prima parte del libro descrive i progressi degli eserciti
di Harad in marcia verso nord, diretti ai grandi e funerei
Campi di Gondor, mentre la seconda e` dedicata alla rievocazione
dei momenti piu` intensi dei film e dei libri, in cui
compaiono gli uomini di Harad, che giocano un ruolo di
fondamentale importanza. Si tratta delle regole per nuovi
Guerrieri ed Eroi (ed anche per un minuscolo ed insignificante...
Mumak!) da usare durante le partite. Il libro comprende
inoltre undici nuovi scenari, che si svolgono lungo tutto
l'arido territorio di Harad spingendosi verso nord, lungo
i fiumi Poros e Harnen, fino a giungere ai Campi del Pelennor.
Troverai anche utili suggerimenti per dipingere e creare
nuovi elementi scenografici.
Cio` che rende questo libro differente da
un qualsiasi altro supplemento che lo ha preceduto e`
il massiccio lavoro di ricerca resosi necessario per la
sua stesura. Per L'assedio
di Gondor e per Ombra
e Fiamma vi erano, nel vero senso della parola,
interi capitoli di materiale di riferimento descritti
da J.R.R. Tolkien in maniera estremamente paricolareggiata.
Discorso a parte merita il libro dei Campi del Pelennor:
mentre la battaglia in se` e` ben documentata, il Professor
Tolkien non ha mai esplorato la terra di Harad tanto approfonditamente
quanto gli altri regni della Terra di Mezzo e poiche`
in tutte le sue opere vi sono indizi sparsi qua e la`,
e` stato come rimettere insieme i pezzi di un enorme puzzle,
avendo tuttavia a disposizione solo meta` dell'intera
figura di riferimento e, come se non bastasse, molti dei
tasselli aventi la medesima forma! Di conseguenza e` stato
necessario colmare una grande quantita` di lacune riguardanti
la storia e la cultura di Harad e mi auguro di tutto cuore
che i risultati di questo lavoro possano essere apprezzati.
Facciamo un esempio calzante: laddove J.R.R.
Tolkien, nei suoi scritti, dedica ampio spazio al fatto
che gli Orchetti e i Troll fossero totalmente devoti a
Sauron, condividendone gli scopi, le scarse testimonianze
delle terre meridionali spingono a dedurre una storia
sostanzialmente diversa. A partire dalla Seconda Era del
mondo, gli abitanti di Harad sono stati oppressi dagli
stranieri; inizialmente, dai Numenoreani, poi da Gondor
e infine da Sauron. Persino il nome della loro gente (Haradrim)
passato nell'uso comune, altro non e` che una denominazione
Sindarin che significa "popolo del Sud". Gli
abitanti dell'Ovest, apparentemente, hanno sempre mostrato
scarso interesse o rispetto per la gente di Harad e risulta
semplice comprendere il motivo per cui non l'abbiano mai
consderata alleata e per estensione, reputata servitrice
del male.
Ogniqualvolta vengano tracciate linee di
fedelta`, i reciproci schieramenti reputano sbagliate
la moralita`e i principi dei ripettivi avversari, in sostanza
cio` che esprime il concetto dell'essere nemici. Gli Haradrim
sono stati chiamati in guerra dai loro signori, spinti
in marcia contro coloro i quali essi reputano nemici con
la stessa fredda determinazione che anima gli Uomini di
Gondor o i Rohirrim. E se mai la gente comune di Harad
avesse trattenuto l'entusiasmo nei confronti della guerra
contro Gondor, sarebbe bastato il solo ricordo dei secoli
di occupazione ancora vivido nelle loro menti. Sia nei
film che nel libro, il lettore e lo spettatore osservano
l'intera questione dal puinto di vista delle forze del
bene: gli Haradrim rappresentano il nemico, e quindi il
male, Sta al singolo giudicare il loro operato in maniera
positiva o negativa.
